
Ostiglia, metà anni ’50. Fine estate, mattina molto presto. Sul marciapiede della stazione, neanche l’alba,
dopo una notte quasi insonne per l’emozione. Cosa rappresentassero le F.S. per il sottoscritto, allora
ragazzino, l’ho già descritto, in ogni caso, la risposta è scontata per chi si è nutrito di pane e... ferrovia.
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